ARCHITETTURA

torre

 

N.York primi anni ‘80, in fila all’ascensore per salire sulla terrazza delle torri del Worl Trade Center .
Nell’attesa risultò evidente constatare che la coda per visitare questa architettura era superiore a qualsiasi museo d’arte contemporanea !
Dietro di me brontolò Gaetano Pesce: Antonio …vanno tutti a vedere una delle più grandi opere d’arte che l’uomo abbia fatto: la città.
Mi accompagna questo aneddoto , sia per il ricordo di chi l’ha detto, sia per quello che in seguito ha rappresentato.
Nel 1991 a Marsiglia, alla seconda Biennale d’arte di gruppo(1) una condizione particolare , mi ha permesso di mettere assieme in un magnifico contesto (ex macello di Marsiglia) un gruppo di ben 22 persone (Antonio Sarto,Elisabetta Bevilacqua, Luca Saggioro, Piero Brombin, Mauro Bacelle Antonio Draghi, Elisa Tittonel, Renato Petrucci, Peter Lang, Hiro Tateno, Rahma Khazam, Christa Muhr, Mario Zoratto, Laurent Briguant, Monique Chaponneau, Francoise Delmond, Emmanuel Droin, Stefano Guercio, Alban Massin, Yuon Zamora(2)) .
Assieme abbiamo concepito un’opera che resta una tappa fondativa  del mio lavoro e spero anche del loro: “il percorso urbano prèt à porter” ; il gruppo lavorò su una scenografia “violenta” : un albero venne tranciato , sospeso ed esploso sfruttando i vecchi ganci utilizzati per appendere il bestiame dopo il macello. Venne proposta una macchina Architettonica che planimetricamente rileggeva la precedente dichiarazione-azione sulla definizione grafica di momento storico del 1990 (3).
La collezione di linguaggi derivata da questo lavoro ci portò , sempre in quella occasione, a formulare il “manifesto per la transarchitettura”(4).
…un libro lanciato nello spazio!.
I nostri anni 90’, con questo bagaglio sono trascorsi andando in-contro al nuovo secolo senza prevederne l’impatto (ma forse non è stato un male) e questo ha consentito di bruciare il primo decennio quasi inutilmente relativamente all’architettura:
…“il fare stava fuori del suo quadro tradizionale?”.
Si, oggi la consapevolezza  di questo consente di guardare avanti e dirigersi.

Padova 2010

(1) manifestazione  organizzata a Marsiglia presso l’ex macello, da Lèzard Plastic production direttore Diodier Boisgard , che in seguito diventò Cargo, centro internazionale d’arte visuale.
(2) il gruppo “mattite associate” fondato da Antonio Sarto, non ha mai mantenuto adesioni costanti , i suoi componenti sono associati sul progetto che li accomuna di volta in volta.
(3) conferenza all’Ecole D’Architecture de Paris La Villette “la Commune – formes et identites urbanes”
(4) …molto si è precisato relativamente questo termine da all’ora , personalmente penso sia stato un peccato sottovalutare la bellezza di quella intuizione: dall’esperienza di quel lavoro era germogliata una concezione del fare architettura che la vedeva passante trasversalmente ai linguaggi tutti e precisava con una formula nuova e vitale un’idea di “architettura globale” dove il suo risultato formale da un lato era frutto di un palinsesto di discipline , e dall’altro il suo divenire continuamente mutante nella dimensione tempo, non consentiva per definizione un’immagine compiuta.
L’aver spostato l’idea di architettura da FORMA finita, ad organismo libero e dinamico aveva consentito di direzionare l’idea di architettura in forme di ” ENERGIA” dando prevalenza al progetto in senso lato. 
L’architettura poteva e può ancora essere paragonata ad un fluido vitale dove è indispensabile parlare molte lingue.

PROGETTI