CONCORSO AGRITECTURE & LANDSCAPE

Il Quartiere Arcella a Padova è una località che appartiene al 900, lo si delinea bene con tappe sintetiche come nei disegni del nuovo cavalcavia dell’Arch. Donghi del 1903 che apre al futuro sistema di penetrazione nord- sud; il Piano di ampliamento del PRG del 1923; le foto aeree del tragico bombardamento del 1945; il nuovo ponte “arco di Giano” del 2009 ottenuto con il progetto PRUSST e il PRU – Il superamento dei margini (Piano di Riqualificazione Urbana). Il superamento dei margini ottenuto con il nuovo ponte “arco di Giano” mancava di formule progettuali capaci di mettere in atto la trasformazione delle aree dismesse circostanti.
Il progetto rispondendo ai bisogni storici e di congestione contemporanea dell’area inventa dispositivi progettuali capaci di contenere risposte appropriate ed elastiche nella dimensione tempo. Primo obiettivo per rispondere all’immaginario collettivo è il bisogno di spazio urbano e aree verdi inserite in una visione di ecosostenibilità. La risposta è data dal dispositivo verde: una coraggiosa struttura – dispositivo che consente al quartiere Arcella di superare il confine ferrovia abbattendo uno storico muro psicologico. Si tratta di un edificio complesso su due piani (distribuzione e garages nel piano seminterrato, ed un secondo
adatto a funzioni ricettive, commerciali, artigianali) coperti da un manto di attività green; vero verde condiviso composto da fruibilità pubblica e attività private. Questo flusso verde recupera con un solo gesto la nuova linea del tram, la nuova strada verso l’ospedale e con ampia passeggiata (80 m) sovrappassa la linea ferroviaria esistente ad ovest dell’area verso gli impianti sportivi dell’Euganeo. L’idea di ponte viene sostituita da un prato: il prato dei mestieri; dove il bene comune viene esaltato per dimensione e possibilità d’uso e pagato dall’interesse privato dei mestieri. I tradizionali standard urbanistici di piano lasciano il posto ad un’immagine continua di circa 200.000 mq di superficie verde. Tra le grandi e piccole destinazioni d’uso di questa piastra che chiameremo “piazza globale” emergono le “torri della comunicazione”, molto snelle, punto di orientamento per la città, cerniere del dispositivo di connessione che aggancia il quartiere come infrastruttura capace di: collegare, portare servizi, definire un luogo di identità morfologica dell’Arcella. La via Annibale da Bassano, asse storico di collegamento nord, trova quindi le modalità per ridisegnare spazi e funzioni su tutto il lato sud ed in particolare precisa un ambito pubblico di intervento dove è protagonista una piazza coperta (tetto solare) dove trovano ambientazione attività incubators per eccellenze di artigianato artistico. Le aree comprese tra via Annibale da Bassano e la piastra - dispositivo verde, caratterizzate da una microproprietà diffusa, saranno zone con trasformabilità temporale più lunga e quindi caratterizzate da un progetto elastico e opportunista in funzione degli obiettivi comunitari. Necessario al superamento della cesura provocata dalla ferrovia, collegare le aree fino alle mura cinquecentesche. Il rispetto di questo elemento storico è stato imposto con edifici polifunzionali caratterizzati dalla totale copertura verde praticabile formando il continuum della città.
Il nuovo paesaggio ed i possibili scenari di valenza scientifica e sociale che deriveranno dal nuovo approccio urbanistico, consegna la chiave di lettura della città costruita rigenerata.
 
 
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